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"IL VIAGGIATORE SI MUOVE SULLE LINEE DEL SUO RACCONTO ... SULLE TRACCE DEL MITO | SARDEGNA ATLANTIDE


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RACCONTI DI VIAGGIO.. SARDEGNA

Sardegna_Medio_campidano

[ SARDEGNA,
sulle tracce del mito]

Non eravamo mai stati in vacanza su un'isola, su una terra di confine dove ci si può arrivare solo "per mare" o "per aria" e l'idea ci affascinava. Eravamo indecisi tra Sardegna e Sicilia. Non avevamo mai letto molto sulla Sardegna e, sinceramente, ogni volta che ce la proponevano come meta estiva la immaginavamo caotica, un'isola di spiagge "lettino e ombrellone" super affollate, …

Invece abbiamo incontrato un'altra storia

•••



  Sardegna, un'Isola  

   
 

PRIMA DEL VIAGGIO



LIBRI_ICONIDEE DI LETTURE

Le Colonne d'Ercole. Un'inchiesta

Autore Sergio Frau
Edizioni Nur Neon ]


Atlantikà. Sardegna, Isola Mito
Autore Sergio Frau
Edizioni Nur Neon ]


Timeo e Crizia (Opere Complete, Vol. VI)
Autore Platone
Edizioni Biblioteca Universale Laterza]


È la Sardegna la mitica Atlantide?
Autore Sergio Frau
www nationalgeographic.it ]


Strabone e le Colonne d'Ercole
Autore Sergio Frau
www repubblica.it ]




you_tube_iconVIDEO LETTURE


Sardegna o atlantide? Con Mario Tozzi e Sergio Frau

1° Parte www | 2° Parte www |
3° Parte
www




 


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E, si sa, il viaggio inizia sempre prima della partenza, quando cominci a leggere, ad informarti sulla destinazione e nello scoprire storie di terre lontane, miti e leggende di quei posti, senti già quel luogo e magicamente sei già in vacanza! …

Così mentre leggevamo in rete storie e racconti di Sardegna ci siamo imbattuti nell'articolo di National Geografic "È la Sardegna la mitica Atlantide?", firmato Sergio Frau.
Le Colonne d'Ercole spostate da Gibilterra al Canale di Sicilia? e l'isola platonica del Timeo e del Crizia innanzi a quella bocca chiamata Colonne d'Ercole dalla quale si poteva passare ad altre isole e da queste al continente di fronte sarebbe la Sardegna?
Rapiti da quelle parole e dalle mille altre sparse per la rete abbiamo acquistato il libro di Sergio Frau, "Le Colonne d'Ercole. Un'inchiesta", e da qui prendeva sempre più forma il sogno di andare alla scoperta dell'Isola, della sua antica e straordinaria civiltà dei "costruttori di torri", di percorre le sue coste e attraversare le sue splendide acque.

Ad attenderci in Sardegna?

Una barca a vela e simpatici compagni di viaggio

Sardegna_gita_barca_delfini



Prima tappa le terre di Nora, oltre le Colonne d'Ercole, per tracciare una rotta dove niente è sicuro ma tutto molto probabile.

Primo, secondo giorno
Sulle tracce di Tartesso.
In Sardegna?!

La città leggenda,"al di là delle Colonne d'Ercole", la città dei metalli, il grande emporio di merci rare e preziose che in molti collocano in Andalusia sarebbe proprio qui, a Nora.
Frau, scomodando i signori della Bibbia, Erodoto, Eracle, e l'antichista Mazzarino (che addirittura trova due Tartesso), riporta la città-leggenda in Sardegna, nelle terre di Nora. È qui che, nel 1773, è stata ritrovata una stele dove, in caratteri fenici, non solo è inciso per la prima volta la parola Shrdn (Sardegna, Shardana) ma anche b-Trshsh, ovvero il nome di Tartesso.
Probabilmente quella stele gli spagnoli l'avrebbero voluta ritrovare in Andalusia, ma è stata trovata qui.
La Stele di Nora, una delle più importanti testimonianze del Mediterraneo antico, è oggi custodita al Museo Archeologico di Cagliari.
Tra Pula e Santa Margherita di Pula abbiamo visitato i resti, affacciati sul mare, di quella che un tempo fu sicuramente una delle più importanti colonie fenice occidentali ma ancor prima un grande insediamento sul mare della Civiltà nuragica, abitato poi dai Fenici, dai Punici e dai romani.
Da Nora, risalendo la costa sud, abbiamo attraversato le acque di Capo Malfatano che custodiscono importanti tracce archeologiche e dove in molti collocano il Porto di Ercole segnalato da Tolomeo.

Terzo giorno

Da qui verso l'Isola di San'Antioco e di San Pietro "con i loro fondali bassi che solo se li conosci non affondi" (le isole Estrimnidi raccontate da Rufo Festo Avieno nel suo viaggio lungo una rotta che passa per Tartesso?) e poi rotta verso Porto Flavia, uno dei più importanti siti del Parco Geominerario (www.parcogeominerario.eu) dell'isola ricca di metalli. Visto dal mare è molto suggestivo, una grande scritta "porto Flavia" sovrasta l'ingresso scavato nell'imponente roccia calcarea.

"(...) molte cose in grazia della loro potenza venivano ad essi dal di fuori, moltissime ne forniva l'isola stessa per le necessità della vita, e in primo luogo tutte le sostanze solide e fusibili, che si scavano dalle miniere (...)" (Platone, Crizia)

Di porto in porto, di sosta in sosta abbiamo visto le tante ricchezze e bellezze dell'sola - i nuraghi, le case delle fate - abbiamo visto l'isola dei metalli, delle grandi pareti a picco sul mare e la grande pianura del Campidano.
Abbiamo visto un'altra Sardegna, quella della grande civiltà dei naviganti guerrieri, abili nell'estrazione e lavorazione di metalli e con conoscenze nell'edificare che andavano oltre il loro tempo.

 

 


  RACCONTI DI PIETRA  

Sardegna_Reggia_di_Barumini



Ma che fine ha fatto la grande Civiltà nuragica?
Che fine ha fatto la grande Atlandide?


Un giorno e una notte, bastarono per spazzare via e sprofondare sotto il mare quell'isola il cui territorio si diceva "fosse molto alto e scosceso dalla parte del mare, e tutt'intorno una pianura circondasse la città, e questa pianura, cinta in giro da monti discendenti fino al mare, fosse liscia e uniforme e tutta oblunga (...)" (Platone, Crizia)

Quarto giorno

Era arrivato il momento di addentrarci nell'isola, attraversare la grande Pianura del Campidano e arrivare all'imponente Reggia di Barumini.

Base d'appoggio:
Marina di Torre Grande nel Sinis
- Oristano (www.marineoristanesi.it)
Entrando in porto si possono ammirare sulla costa i resti di un altro importante insediamento fenicio, Tharros.
Così, prima di dirigerci verso Barumini, abbiamo visitato Tharros e i nuraghi nei dintorni. Sì, perché Tharros, non è solo fenicia ma in ogni dove ci sono tracce della grande civiltà nuragica.
Il giorno dopo abbiamo noleggiato una macchina e in poco più di 1 ora siamo arrivati a "Su Nuraxi", a Barumini, ai margini del Campidano.
La Reggia è stata riportata alla luce, tra il 1949 e il 1956, dagli scavi dell'equipe guidata dall'archeologo Lilliu. Era completamente nascosta sotto una collina di fango e pietrame. Oggi il sito è Patrimonio Unesco. È davvero un gigante, perfetto e maestoso.

Oggi in Sardegna si contano circa 8.000 nuraghi (censiti) ma quanti, si domandano in molti, sono ancora sepolti?
Sepolti da cosa e perché? e perché soprattutto nelle zone pianeggianti del Sinis e del Campidano i Nuraghi si presentano piuttosto danneggiati mentre quelli che si trovano a quote superiori sono meglio conservati? e perché molti sono sepolti sotto cumuli di fango e terra?

Sergio Frau ipotizza che la grande potenza nuragica ad un certo punto sia stata improvvisamente spazzata via da uno schiaffo di Poseidone.

"(…) nello spazio di un giorno e di una notte tremenda (…) scomparve l'isola Atlantide assorbita dal mare" (Platone, Timeo)

E oggi, dopo le sue intuizioni, sono diversi gli studiosi che si chiedono se è possibile che la Sardegna in quei tempi lontani sia stata colpita da un mega tsunami che dal golfo di Cagliari ha inondato l'isola fino alle zone del Campidano e del Sinis.

Cosa è successo?

Un evento catastrofico ha cancellato la Civiltà nuragica?
"È la Sardegna la mitica Atlantide?"
"Chi è quando ha messo le Colonne d'Ercole a Gibilterra"?

Buona lettura e buon viaggio!

Noi, lasciate le coste dell'oristanese, ci siamo diretti verso Bosa e da qui alla volta di Alghero dove, affacciato sulla Baia di Porto Conte, si estende l'importante complesso archeologico di Sant'Imbenia, da anni oggetto di studio, ricerche e scavi ...

altre storie ci aspettano.


•••
 
     
         

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