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Gaetano Pesce, Tramonto a New York, 1980, Cassina| ©Triennale Milano, Foto Gianluca di Ioia

DALLA PERCEZIONE DEL BELLO ALLA PERCEZIONE DEL GUSTO
Una sosta nella città meneghina tra arte, food e design


Dal Mudec alla Triennale, due luoghi da non perdere per un percorso a più sensi dove l’arte e il design incontrano sapori dal gusto classico e contemporaneo.



 

Può un risotto alle rape rosse essere occasione per esplorare le "Multiple Visions" di Roy Lichtenstein o essere queste pretesto per scoprire insoliti accostamenti nel piatto?
Al Mudec, si!

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Enrico Bartolini, Risotto alle rape rosse e crema al gorgonzola, Mudec Ristorante | Ph: mudec.it



Nato dagli spazi dell’ex fabbrica Ansaldo, in zona Tortona, il MUDEC (Museo delle Culture) è uno spazio polifunzionale dove passare un’intera giornata in relax o qualche ora tra chiacchiere, opere d’arte, buon cibo e shopping design. 17.000 mq, nel cuore del design district, dove trovano spazio, oltre alle sale delle esposizioni permanenti e temporanee, un bistrot, un ristorante, laboratori per bambini e un design store.


“La riproduzione meccanica come strumento per creare arte”

In scena al Mudec (1 maggio - 8 settembre) oltre 100 opere, tra stampe, sculture, arazzi, per esplorare temi e generi di uno dei nomi più rappresentativi della Pop Art, Roy Lichtenstein.
Il percorso espositivo mette in evidenza l’evoluzione dell’opera di Lichtenstein rispetto alla riproducibilità meccanica dell’opera d’arte, di cui è stato uno dei più sofisticati interpreti, e il suo incessante lavoro di decostruzione e ricostruzione dell’immagine.
Una mostra interessante per una rilettura visiva di una società di massa dove l’arte, perdendo la sua “aura” di autenticità, autorità e unicità, diventa arte più è ripetibile e riproducibile. E’ questo che fa Roy Lichtenstein con la sua continua sperimentazione, ovvero porta all’estremo la riproducibilità:
“Prende una copia riprodotta ne fa a sua volta una riproduzione che moltiplica, portando alle estreme conseguenze la teoria di Benjamin” (Gianni Mercurio, curatore della mostra)


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Roy Lichtenstein, Dettaglio della mostra Multiple Visions, in scena al Mudec (1 maggio - 8 settembre)



La pausa food?
È con la classicità contemporanea di Enrico Bartolini negli spazi del Mudec Ristorante. Un “opificio di alta gastronomia” dove lo chef stellato e la sua brigata esplorano nuovi sapori e nuovi mondi ma senza mai dimenticare origini e tradizioni.
Un’offerta più smart, dalla prima colazione alla pausa pranzo fino agli aperitivi e alla cena, arriva dal Bisrot Mudec sempre guidato da Enrico Bartolini.


Un viaggio tra le storie del design Italiano del Novecento.

Arte e buon cibo sono anche nel programma della Triennale ospitata all’interno del Palazzo dell’Arte che da aprile ospita il Museo del Design Italiano. Oltre 1.300 mq per leggere la storia di trent’anni e più (1946-1981) di sperimentazione radicale in cui nuovi materiali, tecniche innovative e insoliti codici estetici hanno rivoluzionato l’ordine prestabilito nella sfera domestica e nella società. Gli oggetti esposti raccontano uno dei periodi più straordinari e di grande influenza del design italiano nel mondo: quello intercorso tra gli anni dell’immediato dopoguerra e del miracolo economico successivo fino ai primi anni Ottanta, quando l’arrivo sulla scena di nuove esuberanti correnti come Memphis diede avvio in Italia e nel mondo a una nuova era nella produzione del design.

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Giò Ponti, Superleggera, 1955, Cassina| ©Triennale Milano, Foto Gianluca di Ioia



Per un caffè, una colazione di lavoro, un aperitivo c'è il Caffè in Giardino, all'interno del Giardino delle Sculture della Triennale, e il Design Café dove sono esposte, a rotazione, più di 100 sedute di design, un piccolo museo non solo da guardare ma anche da usare. Per la sosta gourmet c’è la Terrazza Triennale, una splendida terrazza con vista sul Castello Sforzesco, guidata dalla stella Michelin Stefano Cerveni.




 
     
     
 
   

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